sabato 7 dicembre 2013

Il metodo Stamina e l'Infernale Quinlan. La scienza contro i ricatti morali




Ultimamente mi è capitato di discutere sul caso Stamina. Si comincia parlando educatamente e si finisce scannandosi come bestie, perché il tema è capace di suscitare forti passioni come sempre accade quando si tirano in ballo il dolore, la malattia, i bambini.
Non voglio qui discutere del merito della questione, perché non avrei nulla da dire, nel senso che non potrei fare altro che rimandare ad alcune letture che mi hanno convinto che una posizione sia più giusta dell’altra (per esempio questa)
Vorrei però focalizzare alcuni punti, che escono fuori costantemente dalle discussioni e che mi fanno incazzare come un puma, perché dimostrano che qui non si parla per niente in base a conoscenze ed evidenze scientifiche, ma solo ed esclusivamente in base a pregiudizi.
Premessa. Il nostro stato è laico e fondato sulla scienza. Ovvero, la Sanità, sia essa pubblica o privata, riconosce come unico metro di validità su cui fondare il proprio operato l’evidenza scientifica. La scienza è il faro, il perno, il chiamatelo come cavolo vi pare, ci siamo capiti.
Punto numero 1 dei pro-Stamina: “Stamina è valido perché le case farmaceutiche sono cattive”
Io sono disponibile, nei limiti delle mie scarsissime conoscenze in materia e se proprio mi sta tanto simpatico l’interlocutore, a credere che le case farmaceutiche, l’Oms, e altri enti simili siano tutti dei farabutti dediti solo ed esclusivamente ad arricchirsi a scapito dei poveri malati di tutto il mondo. Un’intera organizzazione criminale che intende lasciarci crepare mentre loro fanno il bagno nell’oro. Ok. Ma posta questa premessa, perché il metodo Stamina è valido? Dove sarebbe la consequenzialità logica? Non c’è, è chiaro. E’ un giudizio basato su una opinione precedente relativa oltretutto a un’altra cosa. Un pregiudizio. Una minchiata.
Punto numero 2. “Stamina è valido perché anche il metodo Di Bella era valido”
Posto che il metodo Di Bella sia valido (naturalmente non è così, a leggere tutto quello che si trova in giro. Si trova traccia di un utilizzo limitato in un ospedale di Miami e del riconoscimento di un rincoglionito già presidente dell’Agenzia per il nucleare come Veronesi. Accetto naturalmente evidenze contrarie, ma per ora poniamo, sempre per simpatia verso l’interlocutore, che lo sia) ne consegue secondo gli ultrà di quella posizione che è valido anche il metodo Stamina. Perché? Anche qui dov’è la consequenzialità logica? E’ come se io dicessi “siccome Wanna Marchi era una cialtrona anche Vannoni lo è”. Anche qui siamo sul pregiudizio, siamo fuori da ogni ragionamento scientifico.
Punto numero 3. “I parenti dei malati hanno diritto alla speranza”
Col cazzo. I parenti dei malati hanno diritto alle cure, non alla speranza. Se bastasse dare in giro della speranza potremmo raccontare loro che la Sla si cura facendo le parole crociate di Bartezzaghi sulla Settimana Enigmistica. Avremmo tante belle famiglie speranzose e anche un po’ di cultura generale in più in giro. E anche lo stesso numero di malati, chiaro.
Punto numero 4. “Quando avrai bambini capirai”
Vaffanculo. Non penso di doverla spiegare oltre.
Punto numero 5. “Come si vede che non hai mai avuto a che fare con problemi di questo tipo”
Vaffanculo bis. E tra l’altro non sapevo che avere malati in famiglia aumentasse la validità scientifica del metodo di qualcun altro. Pregiudizi…
Punto numero 6. “La Lorenzin non è laureata in medicina”
E’ uno scandalo. Forse. Perché alla fine non so mica se debba essere laureata lei o i suoi sottoposti, ovvero se le competenze che servono in quel ruolo siano più da medico o da dirigente. Ma poniamo che sia davvero uno scandalo, perché l’interlocutore mi sta sempre più simpatico e poi figuriamoci se mi metto a difendere una che fino a ieri stava con Berlusconi. Ok, è uno scandalooo!!! Bene, e quindi? Che c’entra con la validità scientifica del metodo Stamina? Nulla, niente, zero, virgola. Altro pregiudizio. Avanti. (spero si sarà notata l’eleganza con la quale non ho sottolineato che neanche Vannoni è laureato in medicina, perché anche quello non è mica importante per capire se la sua creatura è scienza o no. Giusto?! mmmm...)
Punto numero 7. “La terapia la sceglie il malato”
Mi hanno detto anche questa. Mah…a casa sua in effetti ognuno si può curare come vuole, può anche infilarsi degli spinaci fritti nel culo. Però negli ospedali, nella Sanità non funziona così. Funziona che la terapia la scelgono i medici, poi tu decidi se la vuoi fare o no. E i medici non possono dare via ciò che gli pare ma solo ciò che gli scienziati cattivoni decidono essere scienza. E’ una cosa logica, semplice, banale. E’ il funzionamento della nostra civiltà, a ben pensarci. Perché si basa su concetti applicabili a ogni tecnica: o forse possiamo dire “le fondamenta del palazzo le sceglie l’inquilino”? Sto cazzo, le sceglie l’ingegnere. “L’educazione dei miei figli la scelgo io”. Sì, ma all’interno di quelle permesse dal consesso pubblico. “I pistoni del motore della mia macchina li scelgo io!”. Ma va a cagher!
Punto numero 8. “Si buttano via già tanti soldi”
Appunto. La ricerca soffre già perché non ha fondi e voi gliene volete togliere altri? Ops scusate, sto divagando, il punto importante è che neanche questo è un argomento che ha a che fare con la validità scientifica del metodo Stamina.  
Punto numero 9. “Lo hanno detto le Iene e poi c’è anche il video che si vede che la bambina sta meglio”
Questa è l’evidenza scientifica. Ok. Bene. Avanti così. Anzi, l'ha detto pure il dott. Fiorello, non dimenticatelo.
Punto numero 10. “Se non fa bene sicuramente non fa male”
Mi hanno detto pure questa, in un dibattito in calce a un articolo del Fatto, in cui migliaia di cittadini infuriati chiedevano la testa del Ministro. Non metaforicamente, esultavano proprio perchè qualcuno l’ha minacciata di morte e naturalmente è ciò che si merita.
Gesù santo.
Sto iniziando a pensare che fra la casta e il popolo incattivito sia meglio la casta.
Ma, alla fine di tutto, che cazzo c’entra l’Infernale Quinlan?
Nel capolavoro di Orson Welles il capitano Quinlan era un poliziotto cattivo, brutto e fetido che alla fine riusciva a risolvere gli enigmi, perché serviva sempre e comunque la verità.
Ora, io non so dove sia la verità in questa storia, ma so che se pure quelli deputati a cercarla sono brutti, sporchi e cattivi, non significa per questo che non abbiano ragione.
Perché la ragione ce l’ha sempre e soltanto chi è in grado di dimostrare di averla.

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